I luoghi della memoria in Romagna. Il nuovo numero di Earth Element

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Gli scenari deputati a meglio rappresentare la dolce malinconia del passaggio tra l’estate e l’autunno sono forse quelli capaci di esprimere una metafisica insita nel panorama, come una foresta scultoria, una fortezza sospesa o un paesaggio sottomarino.
Ma questo numero di ee conduce a scoprire anche luoghi che esistono ormai solo nella memoria, simboli di epoche perdute, visitate rievocando sia i salotti del fu bel mondo sia i momenti topici della antica civiltà contadina.
Luoghi di una Romagna che non c’è più, di cui rimangono qua e là isolate tracce, abitata da uomini il cui carattere fu però molto simile a quello che caratterizza i loro posteri. Ostinati, caparbi, ma quasi sempre generosi, come la terra che calpestano. Talvolta capaci, pur provenendo da una cultura pragmatica, di creare luminose architetture artistiche, che uniscono la componente estetica a quella concettuale. Magari mescolando discipline diverse; ché al carattere romagnolo spesso le regole stanno strette.

EE, che sta per Earth Element è la rivista semestrale di Cerdomus Ceramiche, un progetto che va oltre il semplice raccontare un’azienda, ma che narra di un intero territorio, lo stesso in cui Cerdomus è nata e si sviluppa.

In questo numero:
La coscienza artistica di Ivo Sassi_ il giardino della scultura
Una fortezza sospesa_San Leo
Il fu Kursaal_l’eblema perduto della belle époque riminese
Coperte da buoi_antichi manti dalla funzione pratica, benaugurale ed estetica
Un ribelle romagnolo_la carica eversiva di Felice Orsini
La collezione Mauro Pascoli_mecca ravennate della Vespa
Il “dottor T” della Ducati_Fabio Taglioni
Il mitilo noto_la cozza di Cervia
Vino a maturare cullato dal mare_tenuta del paguro
Architetture effimere_la visione dei volumi di Vittorio Presepi
Generalissimo linguaggio teatrale_nella poetica di Romeo Castellucci

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